Fondazione Diesse per La Notte degli Archivi: proiezione in anteprima del docufilm “Berrettina spekerin. Una combattente comunista per la libertà”

Da un’idea di Ubaldo Benvenuti, Luca Borzani, Alessandro Lombardo, Mario Margini. Filmato a cura di Ugo Roffi- Appuntamento per venerdì 7 giugno alle 18:00 nelle sede della Fondazione, in via Cantore 51/2 a Sampierdarena Un docufilm per ricordare le tante donne che come Emilia hanno combattuto con coraggio e abnegazione per la libertà

La Fondazione Diesse parteciperà venerdì 7 giugno a La Notte degli Archivi, iniziativa di Archivissima, il Festival dedicato alla valorizzazione dei patrimoni conservati negli Archivi storici che quest’anno ha come tema la passione.

Per l’occasione sarà proiettato in anteprima, nella sede della Fondazione Diesse in via Cantore 51/2 – Genova Sampierdarena, “Berrettina spekerin. Una combattente comunista per la libertà”.
Il documentario prodotto dalla Fondazione Diesse è nato da un’idea di Ubaldo Benvenuti, Luca Borzani, Alessandro Lombardo, Mario Margini ed è stato realizzato da Ugo Roffi.
I testi sono stati rielaborati da una memoria autobiografica di Emilia Belviso da Alessandro Lombardo, le interviste sono state realizzate da Ludovica Schiaroli; coordinamento e organizzazione di Mario Tullo; ricerche di archivio e digitalizzazione a cura di Francesco Ferrari; materiali tratti dagli Archivi della Fondazione Diesse e della Fondazione Ansaldo.
Attraverso la documentazione fotografica e cartacea degli Archivi della Fondazione Diesse scopriamo la storia di Emilia Belviso (1898-1985), militante comunista e partigiana antifascista in Italia e Francia e volontaria nella Guerra Civile Spagnola dove lavorò come annunciatrice con il nome di battaglia di “Berrettina spekerin”.
Il documentario si articolo in due parti: nella prima Milena Lanzetta legge una rielaborazione di un testo biografico di Emilia e ripercorre – narrandoli in prima persona – alcune delle vicende più importanti della vita della Belviso.
Dalla fuga in Francia perché perseguitata dall’Ovra per la sua appartenenza al Partito Comunista, al suo successivo impegno nella Brigate Internazionali come “voce” di Radio Barcellona, da qui il nome di “spekerin”. Dal suo ferimento in Spagna a seguito di un bombardamento nel 1938, all’intensa attività contro i nazisti. Ma nello stesso anno viene scoperta ed è costretta a ripiegare su Nizza dove farà parte del CLN della regione delle Alpi, e parteciperà attivamente alla lotta di Liberazione. Sarà anche responsabile dell’UDI (Unione Donne Italiane) della regione.
Nella seconda parte sono raccolte e incrociate le testimonianze di alcuni compagni e compagne di partito che l’hanno conosciuta quando – a guerra finita – lavorava nella segreteria della Federazione del PCI di Genova (1950-1980). Mario Margini, Maria Grazia Daniele e Silvano Bozzo.



Attraverso i loro ricordi viene ricostruito il periodo successivo alla Liberazione e delineato il carattere di Emilia, donna appassionata e generosa che ha sempre anteposto l’interesse collettivo a quello personale. Nel 1985 – alla sua morte – lascia quel poco che ha al Partito. Fortunatamente, come tanti uomini e donne della sua generazione, ha raccolto e tenuto, anche a rischio della vita, tanti scritti e documenti che oggi hanno contribuito a raccontare la sua storia.
Il documentario è un omaggio ad Emilia Belviso e alle tante donne che con coraggio e abnegazione hanno combattuto per la libertà perché convinte “di avere fatto solo il loro dovere”.
La Fondazione Diesse ha come finalità la promozione di attività volte allo studio, alla ricerca, alla formazione, all’innovazione della politica e di iniziative volte a promuovere e sostenere il pensiero, la cultura e l’azione politica della sinistra riformista italiana ed europea, oltre a raccogliere e custodire nel suo archivio storico testimonianze e documenti legati a questa storia, a Genova e in Liguria.
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